Non siamo alberi – o forse si?

Non siamo alberi – o forse si?

Mi sono imbattuta spesso in aforismi e citazioni che, in modi diversi, ci ricordano che siamo esseri umani e non alberi, e che abbiamo le gambe non le radici, quindi dobbiamo muoverci, andare, anche andarcene se non stiamo bene dove stiamo.

Sacrosanto.

Secondo me, però, siamo molto più simili agli alberi di quello che pensiamo. Ovvio, le radici che noi uomini abbiamo non sono certo fisiche, anche se a volte nelle domeniche pomeriggio piovose quelle che mettiamo sul divano potrebbero sembrarlo.

Più abbiamo radici capaci di sostenerci, più rigogliose saranno le nostre chiome e più capaci saremo di sbocciare, anche lontano dalle nostre radici. Un albero non cresce mai di più fuori dalla terra di quanto sia cresciuto sotto e allo stesso modo noi non saremmo in grado di andare davvero lontano, se non sappiamo chi siamo nel profondo. Se non abbiamo radici, dove andiamo? Probabilmente confonderemmo l’andarsene con il perdersi. Avere radici solide io penso significhi innanzitutto imparare a riconoscere le proprie.

Non tutti abbiamo le stesse, perché non funzioniamo tutti allo stesso modo e perché, soprattutto, non abbiamo tutti la stessa storia. La famiglia, una città, gli amici di un periodo particolare della nostra vita non sono radici buone per tutti, per qualcuno ne andranno bene alcune, per altri nessuno dei tre esempi, altri ancora troveranno il coraggio di mettere nuove radici che saranno in grado di farli fiorire a un certo punto del loro percorso, ma penso che comunque arrivi un punto della vita in cui si capisce che non ci si può esporre alle intemperie senza qualcosa che ci sostenga e che ci impedisca di essere travolti e portati via.

Se siamo fortunati abbastanza da avere delle radici, significa che avremo sempre dove tornare, un luogo dove mettere in pausa i nostri timori, delle persone che ci sanno senza la necessità di spiegarci, un qualcosa che ci ricordi che a primavera potremo sempre rifiorire, anche se stiamo vivendo il più gelido degli inverni.

Pavese diceva che

“Un paese ci vuole, non fosse che per il gusto di andarsene via. Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”

Ecco io penso che avere delle radici significhi questo: avere qualcosa, in qualche parte del mondo, che sappiamo sempre dove trovare. Qualcosa che ci guardi le spalle, che ci ricordi chi siamo quando abbiamo bisogno di capire chi saremo.

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