Amicizie irripetibili

Amicizie irripetibili

Di recente mi sono imbattuta spesso in un video su instagram in cui Michel Murgia diceva, a proposito di amicizia, che:

“Gli amici che ti fai quando hai 16/17/20 anni hanno una qualità, hanno una specialità che nella vita poi sarà irripetibile, avrai altre amicizie anche molto qualificate, ma qualcuno che ti fosse testimone quando potevi ancora essere tutto, quello non si ripete”

Mi è sembrato interessante come ragionamento, anche perché mi sembra una delle poche cose nella vita su cui quasi tutti possiamo essere d’accordo. Io aggiungerei al gruppo anche quegli amici d’infanzia che uno riesce a portarsi dietro almeno fino all’adolescenza. Ecco, secondo me, poi, al netto dei mille giri che la vita di ognuno di noi prende, è difficile che li si lasci andare.

Per me, qui, qualità e specialità sono sinonimi di caratteristica; perché non penso che il nocciolo della faccenda sia che dopo i vent’anni non si possano più stringere rapporti veri e profondi di amicizia, ma che quelle relazioni si baseranno, più o meno consapevolmente, sui nostri interessi, sulle nostre passioni, sulle nostre idee di giusto e sbagliato. Per farle stare nella nostra vita, sceglieremo persone (e da quelle ci faremo scegliere) sulla base di chi siamo, di ciò in cui crediamo, di cosa consideriamo importante.

E prima, banalmente, tutte queste cose di noi non le sappiamo ancora.

Per questo quegli amici di cui parlava Michela Murgia hanno una qualità irripetibile; perché è quel qualcosa che dopo semplicemente non esiste più. Loro assistono al nostro crearci e quindi ci sono in un momento che non si ripeterà mai più. Cambieremo crescendo, certo, ma lo faremo sempre sulla base di ciò che in quel periodo siamo stati, allontanandoci o avvicinandoci da lì, ma quello sarà comunque il nostro punto di riferimento.

In quel periodo, ci si sceglie a scatola chiusa, quando si è ancora tutti un gomitolo di possibilità e quel groviglio si comincia a districarlo insieme, non avendo idea di come farlo, ma provandoci e, quindi, facendolo.

È per questo, secondo me, che al netto di chi si diventerà, di dove si vivrà, di quanto spesso ci si sentirà, si sarà sempre in grado di riconoscersi.

Il dono dell’amicizia quando si è ragazzini ha, tra le cose della vita, uno dei valori più inestimabili di tutti, secondo me, perché ci si investono energie, anche molte, ma nessuno è lì a chiederti il curriculum. Dai molto e ricevi molto , ma non c’è chi sta lì ad appuntarsi che studi hai fatto, dove hai lavorato, quanto guadagni, quali interessi hai per capire se puoi essere compatibile con lui, e da quell’amicizia otterrà un valore aggiunto per la sua vita, se varrà la pena rinunciare ad altro per trascorrere del tempo con te.

Da ragazzino, nella maggior parte dei casi, ti vedi con i tuoi amici per non fare niente insieme a loro e non ti sogneresti mai di pensare che quello sia tempo sprecato. Per avere un’ora in più di quel mondo ci rischi pure le punizioni. Ed è lì che succede tutto, perché lì succedi tu. E succedi con quelle persone, e ogni giorno diventi un tassello di più te stesso e quegli amici lì sono i tuoi testimoni, e lo saranno anche in futuro, perché non possono testimoniare solo chi sei o chi sei diventato, ma sanno tutto ciò che saresti potuto essere e non sei diventato. Sanno anche chi potresti essere e ancora non sei.

Ecco, io penso che quando nella vita facciamo qualcosa che ci sembra, o è, assolutamente lontana dalla persona che siamo, fosse pure una cosa indicibile, anzi, soprattutto se fosse quel tipo di cosa, chiameremmo uno di quegli amici lì e non perché non ci darà contro o non ci giudicherà, con tutta probabilità sarà anche duro con noi, ma io penso che con altrettanta probabilità continuerà a esserci e cercherà con noi e per noi una via d’uscita da quei casini, perché ci era amico quando, potenzialmente, saremmo potuti diventare tutto, pure, solamente, dei fabbricanti professionisti di casini.

Insomma, se dovessimo mai commettere un omicidio, quegli amici ci darebbero una bella palata tra capo e collo, ma poi il cadavere ci aiuterebbero a nasconderlo. Metaforicamente, si intende.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *