Sì, la scelta c’è
C’è una festa che mi commuove, chi mi conosce forse ha già fatto due più due. Èil 25 Aprile. Mi commuove l’idea che si possa dare alla libertà un valore così alto da essere disposti a morire per lei, mi commuove l’idea che, nella vita, si possa avere il coraggio di cambiare idea, ma, soprattutto, mi commuove la capacità che alcuni nostri connazionali hanno avuto di non demordere, di non rassegnarsi, di non arrendersi a un mondo sbagliato, cercando di non limitarsi a cavarsela per sé, ma di resistere fino a quando non fu possibile cavarsela tutti.
È uno sguardo romantico sulla resistenza?
Può essere, ma mi piace mantenerlo così per quanto riguarda l’universo del sentire, che è poi quello che ci fa commuovere. Per l’analisi storica, invece, ci sono i libri, i documentari, i testi di approfondimento. Ci sarebbero anche gli interventi nelle trasmissioni tv, se non venissero censurati.
Però, per fortuna, c’è chi ancora oggi nel 2024 capisce quanto sia importante resistere e dissentire, pure quando non solo il nostro Paese, ma il mondo intero, sembra andare in un’altra direzione. È necessario oggi più che mai rimanere vigili e all’erta, non farne passare neanche una, perché senza dubbio abbiamo passato troppo tempo a pensare che alla fine erano solo chiacchiere, che sì ma lasciali fare, lasciali parlare.
E poi, eccoci qui.
Con un autore a cui viene detto che no, non può partecipare alla trasmissione della tv pubblica dove era stato invitato, perché quello che ha da dire non rispetta la linea editoriale della rete. Perché questa è stata la motivazione, non facciamoci prendere in giro.
E chi è che detta la linea editoriale?
A parte l’autogol di aver fatto sì che il monologo di Scurati fosse letto e ascoltato da molte più persone rispetto a quelle che abitualmente seguono il programma in cui Scurati sarebbe dovuto essere ospite e a parte il fatto in sé, inaccettabile, ovviamente, vorrei concentrarmi sulla formidabile Serena Bortone, conduttrice di quel programma.
Bortone è sempre stata molto chiara come giornalista, non si è mai piegata alle direttive filo-governative. Forse per questo è stata spostata da Rai 1, dove era molto seguita, a Rai 3, con un bel cambio d’orario.
Ma torniamo al punto.
Serena Bortone poteva scegliere di stare zitta. È stata lei a diffondere la notizia della cancellazione del contratto di Scurati, poteva non farlo; è stata lei a leggere il monologo di Scurati nel corso della trasmissione, poteva non farlo. Poteva schierarsi con il suo datore di lavoro, sarebbe stato sicuramente più facile e forse più sicuro, ma ha scelto di non farlo.
Ha scelto di schierarsi, ha scelto da che parte stare, ha scelto, con modi pacati, educati e gentili, di dissentire, di non piegare la testa. Si può fare, quindi. Non si ha l’obbligo di leggere un comunicato stampa per rimettere al proprio posto dei cantanti che parlano di pace e genocidio. Si può scegliere di fare altro, si può scegliere di essere altro.
Grazie Serena Bortone.
Buon 25 Aprile a tutti.