Il tempo immobile
Mi sono chiesta come sia possibile che il tempo sia una percezione così soggettiva. Non parlo di quello che scorre piano quando ti annoi e veloce quando ti diverti. Parlo di quello che sembra immobile, ma poi realizzi che il mondo in realtà ha continuato ad andare avanti mentre tu eri fermo.
Accade a volte, sembra di essere in un frullatore, nell’occhio di un ciclone. Intorno si muove tutto a una velocità che non pensavi possibile, ma lì, in mezzo all’uragano, pare tutto fermo.
Poi il vento si placa e scopri che nel mondo intorno, quello dove l’uragano non è passato, la vita ha continuato a succedere, le gioie quotidiane e le guerre, le discussioni tra amici e i matrimoni.
Mentre tu sei lì che esci stordito dalla tempesta e tra le macerie di una casa spazzata via dal vento raccogli i cocci di una vita che non potrà più esistere uguale a prima, ma che potrai portarti dietro. E ti chiedi come sia possibile che le vite degli altri siano andate avanti come se nulla fosse. Vorresti fermare la gente per strada e chiedergli conto del loro tranquillo camminare, vorresti chiamare i giornalisti e domandargli come mai le notizie dei tg hanno continuato a scorrere, se il tempo era fermo. Sono usciti i film al cinema, per persone hanno cantato ai concerti. I treni sono partiti e gli aerei decollati. Come se fosse normale, come se fosse inevitabile.
Perché forse l’unica consolazione al tempo immobile in cui ogni tanto ci capita di piombare, è l’inevitabilità dello scorrere di quello stesso tempo. Il tempo passerà e continuerà a farlo per permetterci di poter stare fermi per un po’ e risalire a bordo quando ci riusciremo. Il futuro esiste, anche quando non siamo capaci di vederlo, anche quando non ce la facciamo a crederlo possibile, lui è lì e ci attende. Come il tempo, che in qualsiasi condizione non può fare altro che scorrere, pure quando non ci sembra possibile poter andare avanti.