Volere il potere

Volere il potere

Se sarà Presidente (e mi si accappona la pelle solo a pensare a quanto questa eventualità sia in realtà una effettiva probabilità) Trump avrà come suo vice J. D. Vance. Proprio quel J. D. Vance divenuto famoso dopo le elezioni del 2016 per aver in un certo senso mostrato agli americani i motivi che avevano portato Trump alla vittoria. Lo ha fatto con Elegia americana, un romanzo in cui ha raccontato l‘America profonda, quella segnata dalla deindustrializzazione e dall’epidemia di tossicodipendenza scatenata dall’abuso di farmaci antidolorifici a lungo legalmente commercializzati che continua a devastare vaste aree degli Stati Uniti.

Lo ha fatto definendosi un conservatore, ma definendo Trump, in messaggio inviato a un amico, “l’Hitler americano” e i suoi elettori dei mezzi idioti.

Poi ha cambiato idea. Evidentemente.

Si è candidato a senatore in l’Ohio, ha assunto posizioni sempre più estreme arrivando a professarsi contro l’aborto anche in caso di stupro, e ora è stato annunciato come candidato vice presidente proprio di Trump.

Io ho sempre creduto poco a certi cambiamenti nelle persone. Soprattutto su valori profondi, identitari nel senso che definiscono le nostre identità personali, fondanti.

Forse mi sbaglio.

O forse non ho mai considerato la variabile che governa il nostro mondo (e per nostro mondo intendo quello capitalista, liberista e maschilista/machista): la sete di potere.

Ecco, quando si inizia a sentire l’odore del potere, pare che per alcuni tutto diventi possibile. Pur ritenere normale e possibile diventare il vice presidente di quello che si era definito un “Hitler”, senza al contempo autodefinirsi che so, un “Himmler”, perché a quel punto, almeno, per quanto fosse un pensiero riprovevole, avrei colto il senso logico.

La sete di potere rende, per qualcuno, tutto lecito, tutto accettabile.

Ed è per queste persone che io forse provo più ribrezzo.

Perché non credono in nulla, né di giusto né di sbagliato. Credono solo a ciò che può dargli potere. A qualsiasi costo. Sono loro che rendono possibile la realizzazione di certe idee, di certi atti e lo fanno solo per un personale tornaconto e basta. Non hanno idee, valori, ideali diversi da quello del potere. E quando poi quel qualcosa che gli ha dato potere finisce, si cambiano la casacca e sono di nuovo pronti all’ascesa.

Ancora, e ancora, e ancora.

Disposti a tutto, pur di sedersi al tavolo del potere.

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