Tornate a letto

Tornate a letto

“Buongiorno, per chi si fosse svegliato ora…”

“Tornate a letto”

Mi sono svegliata stamattina presto con questo scambio tra Francesco Costa ed Eugenio Cau durante la diretta de Il Post sulle elezioni statunitensi e direi a posto così, grazie Eugenio sintetizzato bene.

Sarebbe stata una buona opzione, se tornare a dormire fosse stato sufficiente per cambiare la realtà.

E invece sono rimasta sveglia.

“Pennsylvania assegnata a Trump”

Sono passate da poco le otto del mattino e io sono alla seconda tazza di caffè. Forse già la seconda decisione sbagliata della giornata.

Da brava bimba di Francesco Costa, io lo so che noi siamo qui e il loro presidente non è il mio presidente (tiralà), ma il presidente degli Stati Uniti ha un’influenza profonda sulle sorti del mondo intero, parliamoci chiaro, e quindi non seguiamo così tanto le elezioni americane per lo stesso motivo per cui restiamo svegli durante la notte degli Oscar, lo facciamo perché ci riguarda. È il loro presidente, ma riguarda anche noi.

Tenere presente che è il loro presidente, però, aiuta sicuramente a tenere bene a mente che quello che per noi è essenziale degli Stati Uniti (la politica estera) è abbastanza irrilevante per loro quando decidono per chi votare.

Ok.

Quindi perché eleggere uno che ha guidato una specie di rivolta armata perché non accettava di aver perso delle elezioni democratiche? E l’ha fatto senza essere in prima linea, così in carcere ci sono andati gli altri.

Cuor di leone.

Cercando di mettere in fila i pensieri, comunque, mi pare una buona immagine dei nostri tempi questa vittoria di Trump.

Chè se la maggioranza degli elettori americani fosse composta da uomini bianchi etero ricchi e cristiani, non dico che sarei meno incazzata, ma di sicuro comprenderei di più.

Ma non è così.

E allora come è possibile?

Siamo davvero così scemi che ci basta che qualcuno ci dica che risolverà tutti i nostri problemi per credere che sia innanzitutto possibile e che, oltretutto, possa essere lui a farlo?

Chiederei l’aiuto di quelli finiti in carcere dopo il 6 gennaio 2021 per rispondere a questa domanda.

Certo, se uno ti dice che risolverà tutti i tuoi problemi, tu non hai più alcuna responsabilità su come va la tua vita, ci sarà sempre qualcuno a cui addossare le colpe (spoiler, non sarà quello che aveva promesso di risolvere tutti i tuoi problemi, lui ti dirà semplicemente verso chi puntare il dito e sarà tendenzialmente un immigrato, un musulmano, una femminista oppure un autorevole scienziato). Ma non è quasi ironico che lo facciano gli stessi che dividono i poveri in deserving poor underserving poor?

La povertà, per dirne una, in molti casi viene percepita negli Stati Uniti come una colpa del singolo, però poi si vota per quello che ti dice che ci pensa lui. E tu dove sei in tutto ciò?

È desolante pensare di combattere contro i mulini a vento. La complessità spaventa sempre, sempre di più in qualsiasi ambito e pure in politica sembriamo cercare quelli peggiori tra noi, quelli che non ci fanno fare uno scatto di pensiero in più, quelli che ci fanno sentire ok nella nostra mediocrità. Io voglio che chi mi rappresenta a livello politico non sia come me, voglio che sia meglio di me.

Non voglio che sia una persona media come me, voglio che sia di più.

Voglio che sia più intelligente, più brillante, più acuta di me. Voglio che abbia studiato di più e meglio di me, voglio che sia più competente, voglio che sappia analizzare il mondo e che abbia l’umiltà di chiedere analisi a chi su un tema specifico è più esperto e preparato di lui/lei.

Voglio sentirmi rappresentata perché aspiro ad assomigliare a quella persona, non perché penso che quella persona somiglia a me.

Cosa c’è di rassicurante nella mediocrità?

E, dall’altro lato, cosa c’è di rassicurante nell’essere solo a posto con la propria coscienza? Non si è votato per il meno peggio, anche oggi possiamo darci una bella bacchetta sulla spalla, benissimo, poi ha vinto il peggio eh, ma vuoi mettere? Io sono rimasto duro e puro.

Giusto per aggiungere un altro po’ di complessità.

Ho un sacco di pensieri e paure che mi frullano in testa, ma forse per oggi basta così, questi erano quelli più nitidi, gli altri devo lasciarli decantare.

E forse mi devo pure calmare.

Forse.

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