Ciò che sei, ciò che sai
“Nella vita può succedere di tutto, ma ci sono due cose che nessuno ti potrà mai strappare. Ciò che sei e ciò che sai. Sono come due piante, finché le coltivi con amore resti libero.”
Mi è tornata in mente questa frase ultimamente, ricordo di averla letta diversi anni fa, probabilmente però l’ho capita ieri.
Mi ero sempre concentrata (e pure un po’ aggrappata) sul fatto che nessuno ci possa strappare ciò che siamo e ciò che sappiamo e mi sembrava una cosa molto bella da dire, ancora di più da credere, essenziale da sperare, ma non mi convinceva al 100%. Poi ieri ho capito. L’accento è sul finale, è quello che conta.
Non è tanto che nessuno può toglierci quelle due cose di noi, è che finché noi gli riserviamo l’amore che meritano, finché ci riserviamo l’amore che meritiamo, non permettiamo a nessuno di portarci via ciò che siamo e ciò che sappiamo.
È il nostro amore a fare da barriera, a proteggerci, a tutelarci.
Soprattutto quando parliamo di ciò che siamo.
Mi sono ritrovata diverse volte nella vita a perdermi. A non sapere più chi fossi. A convincermi di essere qualcosa, o qualcuno, che in realtà non ero io.
È successo quando ho lasciato che gli altri mi posizionassero per come tornava comodo a loro, anzichè per come ero fatta io. Ho accantonato me per fare spazio agli altri e ho finito per non sapere più chi fossi io.
Mi sono persa, ed è stata una gran fatica ritrovarmi, imparare a riconoscermi, ricominciare a conoscermi. Con i miei limiti, le mie sfumature, i miei angoli. Tornare a pensare, o forse iniziare a farlo, che fosse ok essere me.
Che potevo rivendicarmi e, rivendicandomi, volermi bene.
Cambiare il focus di quella frase è stato illuminante, perché ora ha senso per davvero.
Non è che nessuno può provare a strapparci ciò che siamo e ciò che sappiamo, è che possiamo non permetterglielo, armati del nostro amore per ciò che siamo e ciò che sappiamo.
Eccolo, il mio autoregalo di Natale, cambiare l’accento.
Ci risentiamo prima che finisca l’anno, chè qualcosa da dire al 2024 ce l’ho ancora, penso.
Buon Natale.