Uno di tre

Uno di tre

7 gennaio, è passato un anno, o forse sarebbe meglio dire che ne sono passati tre ma è una storia che mi ci vuole un attimo a raccontare, concedetemi un po’ di pazienza.

È passato esattamente un anno da quando l’idea di circoletti è diventata realtà, da quando ha smesso di esistere solo nella mia testa per occupare un microscopico spazio nel mondo. Un piccolo posticino che è suo e di conseguenza anche mio. Mi fa piacere sperare che sia anche vostro, che riusciate a trovare in questo piccolo luogo virtuale un pezzo di dimensione che sia pure vostra.

Non pensavo che sarei riuscita con costanza ad aggiornare questo blog, non credevo che avrei davvero ritenuto di avere qualcosa da dire, in generale, figurarsi ogni sette giorni, qualcosa che fosse interessante, qualcosa che reputassi degno, valido di occupare uno spazio nel mondo. Faccio fatica ancora oggi se la penso così, ma forse perché, in effetti, non è questo il modo in cui va pensata. Forse ha banalmente ragione Demi Moore, dobbiamo sbarazzarci del measuring stick o, quantomeno, smettere di averne uno che dedichiamo solo a noi stessi, con le unità di misura sballate.

Trovare il coraggio di aprire circoletti è stato difficile, riuscire ad associarlo a me con le persone che conosco è stato come scalare una montagna a mani nude. Quando penso che da una parte dello schermo ci sono io, in carne e ossa, e dall’altra persone che fanno parte della mia vita nel mondo reale, mi sembra ancora di perdere la presa durante la scalata.

Aprire questa finestra su di me, perché in fondo questo è circoletti, però, è stato più che altro un passo di un percorso, il capitolo di una storia. Un capitolo di un sequel che in pochi credevano davvero che sarebbe potuto esistere. Perché a certe cose è difficile persino ammettere di sperare.

Uno di tre.

Su circoletti gli articoli escono, eccezioni a parte, il mercoledì alle 12. Non è stata una decisione presa in corso d’opera, l’ho sempre pensato così.

Ma il 7 gennaio 2024 non era mercoledì e il primo articolo non è uscito alle 12.

Eccezioni.

Uno di tre.

Circoletti è nato, senza che io ne fossi consapevole, il 7 gennaio 2022. È nato quel giorno, insieme a tante cose che nella mia vita esistono oggi e prima no. Sono nate quel giorno perché è il giorno in cui ho iniziato a rinascere io. Sono nate quel giorno in cui finalmente è uscito il sequel tanto atteso.

È nato quando ho iniziato a poter sentire, piano piano, con calma, senza affrettare i lavori che sennò crolla tutto, iniziando dal sistemare le fondamenta. Dal ringraziarle per aver così stoicamente retto quella casa un po’ sgangherata che però era stata capace di reggere gli urti, di tenere botta, di proteggere.

Di proteggermi.

Potermi sentire, è stata questa la rivoluzione che è stata resa possibile quel giorno.

A tratti ha avuto anche lo stesso impeto di una rivoluzione ed è stato bello scoprire che sentire non faceva crollare, non farlo, invece, primo o poi lo avrebbe fatto.

È stata una scelta, prendersi cura di questa rivoluzione, della mia rivoluzione copernicana.

Ne rivendico anche la fatica che l’ha resa possibile e che quando si avvicina il 7 gennaio mi viene a bussare, per ricordarmi che, ora che posso, vorrebbe anche lei la sua dose di attenzioni e cura; se fosse necessario meritarsele, le attenzioni e la cura, non credo esista cosa al mondo più meritevole di riceverle di quella fatica.

A volte capita, nella vita, di riuscire a mettere a fuoco la vita nell’esatto momento in cui accade, di vederla, nitida, mentre succede.

Sarebbe un peccato mortale continuare a vivere come se ci fosse foschia.

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