Lasciar andare
Forse non ci avevo mai pensato, davvero, a cosa significhi lasciar andare.
Lasciar andare qualcosa che nella nostra vita è successo, qualcosa che, malgrado tutto, ci è accaduto. Me lo ero sempre immaginata come una specie di tiro alla fune in cui a un certo punto si molla la presa; me lo immaginavo più o meno in quel modo il sollievo del lasciar andare, come la sensazione di non avere più la fune a lacerarmi la pelle, le nocche bianche per lo sforzo, le braccia e le spalle in tensione a lottare in quella posizione innaturale.
Lasciar andare: smettere di trattere.
Così lo avrei descritto.
E non ce la facevo, non ce l’ho mai fatta probabilmente. Perché smettere di trattenere, per certi versi, mi pareva significasse perdere tutto, lasciare la fune all’improvviso, facendo rovinare a terra quelli dall’altra parte.
Mollare la presa mi pareva comunque un’opzione che avrebbe generato danni, totalmente imprevedibile.
Assumeva il contorno di una sfida faticosa, una prova di resistenza, come, in fondo, immaginavo la vita in generale.
Con l’armatura.
Forse, invece, ci sto ragionando in questi giorni, lasciar andare non significa smettere di trattenere.
Significa imparare a farlo.
Non è una sfida totalizzante.
È un’alleanza che lascia spazio ad altro, senza che qualcuno debba schiantarsi a terra.
Imparare a trattenere nel senso di capire che posto dare a quello che abbiamo bisogno di lasciar andare, dove poterlo conservare per evitare che diventi totalizzante, per far sì che entri altra roba e, al contempo, smetterla di temere quella cosa razionalmente sciocca per cui far entrare altro significhi dimenticare, che continuare a vivere e farlo con la dedizione che la vita merita significhi far sfracellare al suolo quelli che stanno dall’altra parte della fune.
Imparare a trattenere significa capire come farlo senza sentirsi sempre in guerra.
Forse è questa la chiave per poter lasciar andare, smetterla di pensare che significhi dimenticare.
Nessun abbandono.
Nessun addio.
Nessuna (ulteriore) perdita.
Trattenere i pezzi, ricomporre il puzzle, in modo da poter proseguire a costruirlo, rimetterli in ordine.
È questo, forse, il sollievo che cercavo, quello che cerco tutt’ora, quello capace di farmi rilassare le spalle tese.
Lasciar andare significa imparare a trattenere.
Essere disposti a smettere di giocare al tiro alla fune.
Imparare giochi nuovi.